E’ vero che il digiuno intermittente aumenta la libido?
Sì, ma per ora lo si è osservato solo nei topi di laboratorio: è probabile che un meccanismo simile esista anche negli umani, ma non ci sono ancora prove che lo confermino

Redazione ANSA
02 aprile 2025 - 15:49
Gli effetti della dieta intermittente sulla libido sono stati osservati solo negli animali (fonte: PxHere) © Ansa

Cosa verifichiamo
Il digiuno intermittente è un regime alimentare che consiste nel limitare i pasti e gli spuntini in una specifica finestra temporale per dimagrire più velocemente e riassestare il metabolismo. Sui giornali si leggono spesso titoli che ne decantano i potenziali benefici per la salute, perfino contro il calo della libido. Ma funziona davvero?

Analisi
La notizia del digiuno intermittente come rimedio per il calo del desiderio è nata da uno studio pubblicato sulla rivista Cell Metabolism dai ricercatori del Centro tedesco per le malattie neurodegenerative (Dzne), in collaborazione con un team cinese della Qingdao University e dell'University of Health and Rehabilitation Sciences.

Lo studio, guidato dal neuroscienziato Dan Ehninger, non era stato inizialmente progettato per valutare gli effetti del digiuno intermittente sulla libido: i ricercatori, in realtà, volevano capire se questo regime alimentare potesse in qualche modo influire sulla prole dei topi di sesso maschile. Un risultato inatteso, però, li ha costretti a cambiare il focus delle loro indagini: gli esperimenti sui topi hanno infatti dimostrato che i maschi più anziani sottoposti a digiuno intermittente per periodi prolungati avevano un numero insolitamente elevato di cuccioli.

In prima battuta, i ricercatori hanno ipotizzato che il digiuno potesse aumentare la fertilità dei topi agendo sugli organi riproduttivi o sul sistema endocrino, ma questa teoria è stata smentita dalle successive analisi su testicoli, qualità dello sperma e livelli di testosterone. La vera spiegazione è emersa dall’osservazione del comportamento degli animali: i topi che digiunavano a giorni alterni, infatti, finivano per avere più rapporti sessuali rispetto a quelli che mangiavano liberamente, riuscendo così a compensare le limitazione fisiologiche legate all’età. Lo stesso cambiamento del comportamento sessuale è stato osservato anche in topi più giovani sottoposti a digiuno intermittente per lunghi periodi.

Approfondendo le indagini a livello molecolare, i ricercatori hanno verificato che nei topi più attivi da un punto di vista sessuale erano presenti livelli insolitamente bassi di serotonina, un messaggero chimico che agisce come un freno inibitore. La serotonina è prodotta principalmente nel tratto gastrointestinale, ma anche nel cervello, dove agisce come neurotrasmettitore mediando la comunicazione tra neuroni. La sua sintesi dipende dalla disponibilità di triptofano, un amminoacido essenziale che deve essere assunto attraverso l’alimentazione.

Partendo da queste considerazioni, i ricercatori hanno dedotto che il calo della serotonina è effetto del digiuno, anche se al momento non è chiaro se si manifesti solo con lo specifico regime alimentare testato nella sperimentazione o anche con altri schemi di digiuno. Ehninger ricorda che lo stesso effetto sulla serotonina potrebbe verificarsi non solo con il digiuno intermittente, ma anche con una generica restrizione calorica in cui il cibo è costantemente disponibile ma in quantità ridotte.

"In considerazione di ciò – afferma il neuroscienziato - ritengo molto plausibile che il desiderio sessuale negli esseri umani possa essere influenzato dal digiuno, forse non solo negli uomini, ma anche nelle donne, poiché la serotonina influenza anche la loro libido".

Conclusioni
Sono sempre più numerose le ricerche scientifiche che evidenziano gli effetti sulla salute del digiuno intermittente, che vanno dalla perdita di peso al miglioramento della salute intestinale e del metabolismo degli zuccheri. L’enorme mole di dati prodotti, però, finisce spesso per alimentare titoli sensazionalistici sui giornali, che vengono poi travisati sui social e sfruttati per diffondere bufale o promuovere fumose operazioni di marketing. Nel caso dell’efficacia del digiuno intermittente contro il calo della libido, in particolare, è ancora troppo presto per poter affermare che un particolare regime dietetico sia davvero in grado di risolvere il problema sotto le lenzuola.

Innanzitutto bisogna considerare che lo studio è stato condotto su modelli animali e non su persone: servono dunque nuove indagini per poter confermare che gli stessi meccanismi biologici osservati nei topi siano presenti anche negli umani. In caso affermativo, bisognerà capire esattamente quale schema alimentare sia in grado di aumentare la libido per poi valutarne la sicurezza per la salute umana, in modo da evitare rischiosi eventi avversi.

Fonti
Kan Xie et al. Intermittent fasting boosts sexual behavior by limiting the central availability of tryptophan and serotonin, Cell Metabolism 2025

Dote-Montero et al. Effects of early, late and self-selected time-restricted eating on visceral adipose tissue and cardiometabolic health in participants with overweight or obesity: a randomized controlled trial. Nat Med 31, 524–533 (2025)

Teong et al. Intermittent fasting plus early time-restricted eating versus calorie restriction and standard care in adults at risk of type 2 diabetes: a randomized controlled trial. Nat Med 29, 963–972 (2023)

Riproduzione riservata © Copyright ANSA
Il Fact-check è uno strumento dell'agenzia ansa contro la disinformazione
Offriamo informazioni utili contro le falsità che circolano attraverso la rete

I nostri team fanno del loro meglio per consultare tutte le domande che ci vengono sottoposte. Lavoriamo per rispondere alle richieste e proposte che ci pervengono sulla base di diversi criteri e ci riserviamo il diritto di operare una selezione tra tutte le richieste dando priorità a quelle più rilevanti e interessanti per il pubblico. Riteniamo che i reclami fantasiosi, infondati, offensivi, minacciosi o chiaramente derivanti da un'azione coordinata di spam non richiedano una nostra risposta. Per consentirci di rispondere a una richiesta di verifica, il messaggio o la dichiarazione su cui si richiede di indagare devono alludere a fatti o dati. Non verifichiamo opinioni o, in genere, affermazioni su eventi non ancora accaduti.

Informativa privacy

(*) Tramite il modulo è possibile inviare informazioni su possibili errori nei fact check ANSA

This site is protected by reCAPTCHA and the Google Privacy Policy and Terms of Service apply.