ROMA - La prima fase dell'accordo tra Israele e Hamas sta per terminare, e con questa la tregua a Gaza. Ma i colloqui per prolungarla o avviare la fase due sono ancora in alto mare, con l'esecutivo di Benyamin Netanyahu che sembra scaldare i motori per riprendere la guerra nella Striscia. Il vicepresidente della Knesset - ed esponente del partito del premier, Likud - Nissim Vituri è andato ancora oltre con dichiarazioni shock fatte ieri alla radio degli ultraortodossi: "A Gaza vanno separati donne e bambini, e gli adulti eliminati".
Prima della scadenza di sabato, però, restano da attuare gli ultimi passaggi dell'intesa - entrata in vigore il 19 gennaio - con la restituzione di quattro salme di ostaggi e il rilascio di 602 detenuti palestinesi dalle carceri israeliane, bloccato sabato scorso finché, ha spiegato il premier, Hamas non cesserà di spettacolarizzare la liberazione dei rapiti. Un accordo in tal senso sarebbe stato raggiunto nelle ultime ore: Hamas ha accettato di restituire giovedì gli ultimi quattro corpi previsti in questa fase e "senza troppa pubblicità", riferisce Walla. Israele ha tuttavia fatto sapere che rilascerà i detenuti solo dopo che avrà verificato l'identità delle salme, per evitare il ripetersi dello sfregio subito la settimana scorsa, quando i terroristi hanno consegnato i resti di una sconosciuta di Gaza al posto di quelli di Shiri Bibas, la mamma dei due bimbi ostaggio tornati a casa in una bara nera. In precedenza, Channel 12 aveva riferito che la consegna dei corpi sarebbe avvenuta in due tempi e attraverso l'Egitto, proprio per evitare il macabro show riservato alle salme della famiglia Bibas e di Oded Lipshitz, il pacifista di 83 anni ucciso in prigionia dalla Jihad islamica e sepolto oggi nel suo kibbutz, Nir Oz, da dove era stato rapito.
La comunità internazionale ora preme perché la tregua a Gaza venga estesa e si passi rapidamente alla seconda fase dell'accordo, con il rilascio di altri ostaggi. Ancora in 63 restano nelle mani di Hamas, di cui 36 deceduti secondo l'esercito israeliano. L'inviato di Donald Trump, Steve Witkoff, aveva annunciato una visita in Israele per mercoledì proprio per incoraggiare l'estensione della prima fase, la ripresa dei colloqui e superare lo stallo dello scambio di prigionieri, ma secondo i media israeliani avrebbe rinviato la partenza per concentrarsi sugli sforzi diplomatici degli Usa per porre fine alla guerra in Ucraina.
Dall'opposizione è intanto arrivata la proposta dell'ex premier Yair Lapid, secondo cui l'Egitto dovrebbe gestire la Striscia di Gaza per almeno otto anni, in cambio di un massiccio alleggerimento del debito estero, con un'opzione di estensione a 15 anni. Il Cairo dovrà anche "dirigere una forza di pace in partenariato con i Paesi del Golfo e la comunità internazionale" per garantire la sicurezza e completare il processo di smilitarizzazione totale della Striscia, mentre le minacce immediate sarebbero gestite da un meccanismo congiunto Israele-Egitto-Usa. Un piano che, secondo il leader dell'opposizione israeliana, "non contraddice" quello di Trump che prevede che "gli Usa e la comunità internazionale ricostruiscano Gaza".
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