BRUXELLES - "È indispensabile che, nel prossimo bilancio europeo, venga riservata una linea dedicata e separata alla coesione. Inoltre, è necessario che la nuova politica di coesione riconosca pienamente il ruolo delle regioni e degli enti locali, mentre la definizione degli investimenti e delle riforme a essa collegati deve rimanere di competenza dei singoli Stati". Lo ha dichiarato il ministro per gli Affari europei, Tommaso Foti, intervenendo al Consiglio Affari Generali sulla coesione, a Bruxelles. Il ministro ha sottolineato come "la politica di coesione, in linea con il Trattato dell'Unione, rappresenta un investimento strutturale a lungo termine finalizzato alla riduzione delle disparità regionali". In quest'ottica, "l'Italia ribadisce la necessità che la politica di coesione garantisca, anche in futuro, un sostegno a tutte le regioni, con particolare attenzione a quelle meno sviluppate. Siamo fortemente preoccupati dall'ipotesi di un unico Piano Paese che accorpi tutti i fondi europei, poiché ciò potrebbe portare a un approccio standardizzato, non adeguato ai diversi contesti territoriali. L'Italia - ha proseguito Foti - condivide pienamente la posizione del vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Raffaele Fitto, sull'importanza di una revisione intermedia dei programmi di coesione per adeguarli a un contesto socio-economico in continua evoluzione. In tal senso, è necessario un approccio flessibile che consenta alle politiche di coesione di adattarsi alle nuove priorità e sfide dell'Unione", ha concluso.
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