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In collaborazione con Marche Terra del Benessere
Il Distretto biologico Marche si
conferma un motore di sviluppo per l'economia regionale e un
modello di gestione sostenibile del territorio. È quanto emerso
dal convegno "Il valore e i benefici dell'adesione al Distretto:
un'opportunità per aziende e territorio", organizzato nella sede
del Comune di Camerino dal Distretto biologico Marche.
L'incontro, rivolto alle aziende agricole, ha visto la
partecipazione di Andrea Montresor, responsabile area economica
di Coldiretti Marche, e dell'agrotecnico esperto di agricoltura
biologica Demetrio Pancotto.
Il Distretto biologico Marche è stato ufficialmente
riconosciuto dalla Regione nel 2021 e, grazie al progetto
finanziato dal Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità
Alimentare e delle Foreste, rappresenta un'innovativa governance
territoriale che unisce istituzioni, agricoltori e altri attori
della filiera per la gestione sostenibile del territorio.
Ad aprire i lavori del convegno, il sindaco di Camerino,
Roberto Lucarelli, che ha sottolineato l'importanza del
Distretto come strumento di valorizzazione delle risorse
agricole locali. "Il Distretto biologico Marche - ha spiegato
Montresor - si estende su 92mila ettari di superficie agricola
biologica, con l'obiettivo di aumentare ulteriormente le aree
coltivate e promuovere il turismo sostenibile. Il connubio tra
agricoltura biologica e turismo rappresenta una leva strategica
per la crescita economica delle Marche, specialmente nelle aree
interne"
Nel corso dell'evento è stato presentato il "Manuale di
gestione del territorio", realizzato in collaborazione con
l'Università di Urbino. Destinato agli amministratori locali e
agli agricoltori, il manuale fornisce linee guida per uno
sviluppo equilibrato del settore biologico, puntando su ricerca,
sperimentazione e formazione. Tra gli obiettivi principali del
Distretto, il consolidamento delle filiere produttive,
l'estensione della certificazione biologica fino al consumo
finale e l'introduzione dei prodotti bio nelle mense pubbliche.
"Non solo mercato locale - ha aggiunto Montresor - ma anche
internazionalizzazione, con strategie di marketing mirate per
promuovere il biologico marchigiano nel mondo".
"L'agricoltura biologica può diventare un vero modello di
sviluppo per il settore primario marchigiano, a patto che le
aziende adottino strategie imprenditoriali orientate al mercato
e ai servizi, evitando speculazioni contributive", ha
sottolineato l'agrotecnico Pancotto secondo cui il biodistretto
può dare una forte identità ai prodotti biologici, a condizione
che sia supportato da efficaci strategie promozionali.
"Il successo del biologico dipende dalla capacità di
comunicare i suoi valori autentici, fidelizzando i consumatori,
soprattutto tra le nuove generazioni", ha spiegato l'esperto,
evidenziando come l'attuale politica agricola comunitaria
favorisca pratiche ecosostenibili, penalizzando le aziende che
restano ancorate a un modello agricolo tradizionale. "Chi non
diversifica rischia di perdere opportunità economiche - ha
proseguito -. Il biodistretto, invece, rappresenta una via per
le imprese che puntano sulla qualità, la tutela del benessere
animale, la conservazione della biodiversità e la salvaguardia
delle risorse naturali". Pancotto ha infine ribadito il ruolo
del Distretto come rete di condivisione e formazione per
cittadini e operatori agricoli, oltre che come interlocutore per
attrarre risorse pubbliche utili alla crescita del comparto. La
giornata di studi rientrava nel programma di informazione e
promozione del Distretto Biologico Marche, che proseguirà con
nuove iniziative a sostegno del settore.
In collaborazione con Marche Terra del Benessere
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