La comunità di Terni e l'intera
regione sono "sconvolte per la tragica notizia della morte di
Ilaria Sula", il terzo femminicidio in pochi giorni in Umbria:
Per la presidente della Regione, che esprime profondo cordoglio
insieme a tutta la Giunta regionale, "non possiamo più
permettere che ciò avvenga perché ormai la violenza sulle donne
non conosce confini sociali e culturali e richiede azioni
concrete".
"Il caso di Ilaria Sula - osserva la presidente - è
emblematico di come il femminicidio non sia solo un atto
criminale, ma un dramma che affonda le radici in dinamiche
sociali e culturali ben più profonde. La violenza contro le
donne, spesso alimentata da relazioni malsane e squilibrate, è
un fenomeno che mette in discussione la nostra capacità di
educare le nuove generazioni alla parità, al rispetto e alla
dignità reciproca".
La presidente ribadisce quindi, "l'importanza di intervenire
tempestivamente intensificando le azioni nelle scuole e nelle
università, partendo dai giovani, per promuovere una cultura di
rispetto e di consapevolezza".
"Oltre alla formazione nelle scuole - dice - dobbiamo
rafforzare i servizi di supporto alle vittime di violenza perché
è urgente che la cultura del silenzio venga spezzata, e che ogni
segnale di abuso venga ascoltato e affrontato.
La discriminazione di genere, l'oggettivazione delle donne e la
cultura della violenza non devono più trovare spazio nella
nostra quotidianità.
Solo un cambiamento profondo e un impegno costante delle
istituzioni, dei cittadini e delle famiglie potranno contrastare
efficacemente il femminicidio e garantire alle donne una vita
libera da paura e violenza".
L'assessorato regionale alle Pari opportunità evidenzia - in
una nota della Regione - che in pochi mesi in Italia ci sono
stati 15 femminicidi. Gli ultimi tre stretti in una manciata di
giorni. Oggi piangiamo Ilaria, originaria di Terni e fatta a
pezzi a Roma. Domani a chi di noi toccherà? La violenza contro
le donne non può più essere considera un fenomeno lontano, è una
realtà che riguarda tutti, ogni giorno, in ogni angolo del
nostro Paese e della nostra regione.
E' il riflesso di una cultura che, purtroppo, ancora oggi -
prosegue la nota - giustifica il possesso dell'uomo sulla vita
delle donne, la loro libertà, le loro scelte.
L'assessorato regionale alle Pari opportunità "lavorerà per
rilanciare misure immediate per contrastare questa folle
violenza, interventi essenziali per far sì che nessuna donna si
senta più sola. Innanzitutto il potenziamento dei centri
antiviolenza, spazi di ascolto, supporto legale e psicologico.
Poi una formazione capillare su progetti scolastici e comunitari
che insegnino il rispetto reciproco, l'uguaglianza di genere e
la consapevolezza sulle forme di abuso: i giovani hanno bisogno
di quell'educazione affettiva e relazionale che in Italia manca
da sempre. Occorre poi rafforzare le misure di protezione per le
vittime, chi trova il coraggio di denunciare va protetta e
tutelata. Lavoriamo anche ad azioni concrete per permettere alle
donne di avere quella sicurezza economica e lavorativa che
spesso è una leva fondamentale per allontanarsi da relazioni con
uomini violenti. Allo stesso tempo occorre intensificare i
controlli sugli uomini che hanno già compiuto atti di violenza.
Per fare questo servono leggi più incisive e deterrenti: siamo
di fronte a un'emergenza sociale che le donne pagano con la loro
vita e questo è inaccettabile".
La violenza si combatte con la cultura per l'assessorato
regionale all'Istruzione e si deve partire dalle scuole, parlare
ai ragazzi, insegnare il rispetto, l'affettività, l'educazione
sentimentale. Creare un programma che possa davvero fare la
differenza. Perché un amore che uccide non è amore. Perché chi
ama non possiede, non controlla, non annienta. Questo
cambiamento deve partire anche dai banchi di scuola, deve essere
responsabilità delle istituzioni e deve diventare un impegno
collettivo.
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