/ricerca/ansait/search.shtml?tag=
Mostra meno

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.

Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy.

Puoi leggere tutti i titoli di ANSA.it
e 10 contenuti ogni 30 giorni
a €16,99/anno

  • Servizio equivalente a quello accessibile prestando il consenso ai cookie di profilazione pubblicitaria e tracciamento
  • Durata annuale (senza rinnovo automatico)
  • Un pop-up ti avvertirà che hai raggiunto i contenuti consentiti in 30 giorni (potrai continuare a vedere tutti i titoli del sito, ma per aprire altri contenuti dovrai attendere il successivo periodo di 30 giorni)
  • Pubblicità presente ma non profilata o gestibile mediante il pannello delle preferenze
  • Iscrizione alle Newsletter tematiche curate dalle redazioni ANSA.


Per accedere senza limiti a tutti i contenuti di ANSA.it

Scegli il piano di abbonamento più adatto alle tue esigenze.

Il prete argentino: "Vicini al nostro Papa dei cartoneros"

Il prete argentino: "Vicini al nostro Papa dei cartoneros"

"Si prega tanto. Non tutti lo amano, ma sono pochi e fanno rumore"

CITTÀ DEL VATICANO, 26 febbraio 2025, 17:21

di Manuela Tulli

ANSACheck
- RIPRODUZIONE RISERVATA

- RIPRODUZIONE RISERVATA

   Don Claudio Caruso conosce 'padre Jorge', così lo chiama, da ventotto anni. Lui non era neanche sacerdote ma fu proprio il futuro Papa a predicare gli esercizi spirituali a quel gruppo di seminaristi che stavano per diventare sacerdoti; tra loro c'era appunto anche don Claudio. Oggi da Buenos Aires, a 12mila chilometri di distanza da quella camera del Gemelli, segue minuto per minuto le notizie sulla salute del suo Papa argentino.

   "Francesco ha voluto che si dicesse la verità ma quella verità sulla sua salute ci ha fatto male a noi che gli vogliamo bene, la stragrande maggioranza degli argentini. Si sta pregando ovunque", dice non senza un velo di emozione padre Claudio che, oltre ad essere un pastore della Chiesa, è un giornalista, un comunicatore e il presidente di Cronica Blanca, l'organizzazione che in Argentina cerca di veicolare i valori della dottrina sociale della Chiesa. Fa spola tra il suo Paese e l'Italia, che ama e conosce bene, ma soprattutto quando può cerca di andare a salutare Bergoglio; l'ultima volta è stata lo scorso Natale, con l'apertura della Porta Santa e del Giubileo a San Pietro.

    "Ieri l'arcivescovo di Buenos Aires - racconta all'ANSA padre Caruso - ha presieduto una messa in un posto molto caro a Francesco. Tutti gli anni andava a Consitucion, una delle principali stazioni ferroviarie della città dove celebrava la messa per i 'cartoneros', quelli che abitano nelle 'villas miserias' e che raccolgono quello che gli altri buttano per venderlo e sopravvivere. Lì Bergoglio faceva la messa con loro e denunciava il silenzio dei potenti contro queste situazioni".

    Francesco "è il Papa anche degli atei, dei musulmani, degli ebrei, che gli vogliono tanto bene. Ti racconto un aneddoto: un'amica musulmana mi ha detto che sua madre gli ha chiesto di acquistare una medaglia della Madonna miracolosa per pregare per Papa Francesco". L'affetto nella sua Argentina dunque è grande.

    Ma non proprio da parte di tutti. "Anche qui si può dire che 'nessuno è profeta in patria'. Quelli che non gli vogliono bene sono pochi ma hanno troppo potere e fanno rumore. Alcuni mezzi di comunicazione, alcuni potenti di questa terra - denuncia padre Claudio - lo hanno maltrattato tutta la vita e lo fanno anche adesso. Ma è un piccolissimo gruppo", rimarca il sacerdote.

    "Francesco ci ha insegnato che il potere dell'amore, il potere del perdono e il potere della speranza fa di più", conclude don Claudio. 

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Da non perdere

Condividi

O utilizza