L'assemblea sinodale
delle Chiese italiane, in corso in Vaticano, sembra tutt'altro
che un percorso scontato. "Stiamo vivendo un'assemblea vivace in
cui ognuno esprime la propria opinione con libertà", ha detto
con molta trasparenza monsignor Erio Castellucci, presidente del
Comitato nazionale del Cammino sinodale, nel briefing con i
giornalisti dopo i lavori di questa mattina. Per quanto riguarda
in particolare i lavori sul testo che dovrebbe essere approvato
entro giovedì per essere poi sottoposto all'attenzione
dell'assemblea dei vescovi a maggio sono state "moltissime le
critiche, il 95% degli intervenuti". Il testo è composto di 50
proposizioni e non è quello finale.
Coloro che in assemblea hanno criticato il lavoro fatto,
hanno parlato di "un testo ristretto. In particolare è stato
considerato troppo povero il discorso della Chiesa che accoglie,
il concetto della Chiesa che accompagna e l'uso degli auspici.
Si richiede un linguaggio più incisivo". Divide anche il
passaggio sulle questioni di genere, per alcuni inopportuno, per
altri troppo blando.
Mons. Castellucci ha spiegato che "tra oggi e domani verranno
proposti degli emendamenti per consegnare un testo all'assemblea
dei vescovi di maggio".
Sono 957 i partecipanti alla seconda Assemblea sinodale delle
Chiese in Italia che si è aperta ieri a Roma. Rappresentano 219
delle 226 diocesi della Penisola, secondo i dati diffusi dalla
Cei. I laici sono in totale 442. A seguire ci sono i sacerdoti:
246 il numero complessivo. Poi i vescovi: 176, quindi i
religiosi e le religiose (44). Gli uomini che prendono parte ai
lavori sono 664, mentre le donne sono 293.
L'Assemblea è formata da 761 delegati. Ad essi si aggiungono
78 invitati, 66 membri del Comitato nazionale per il Cammino
sinodale, 20 della presidenza e 32 della segreteria generale
della Cei.
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