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Ghiacciai delle Dolomiti oltre la linea di non ritorno

Ghiacciai delle Dolomiti oltre la linea di non ritorno

Securo (Cnr e Ca' Foscari): 'Spariranno entro qualche decade'

ROMA, 28 marzo 2025, 09:49

Redazione ANSA

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I ghiacciai delle Dolomiti sono ormai oltre il punto di non ritorno: si trovano, infatti, al di sotto della cosiddetta linea di equilibrio glaciale, e ciò significa che non possono più accumulare neve per rifornirsi. Lo dice uno studio pubblicato sulla rivista The Cryosphere. "Non sono più in equilibrio con il clima odierno: salvo annate particolarmente nevose, non hanno più zone di accumulo", dice all'ANSA Andrea Securo di Università Ca' Foscari di Venezia e Istituto di Scienze Polari del Consiglio Nazionale delle Ricerche, che ha guidato la ricerca. "Non c'è scampo - sottolinea - spariranno nel giro di qualche decade". La ricerca, alla quale per l'Italia hanno partecipato anche il Comitato Glaciologico Italiano di Torino, l'Università di Roma Tre, l'Agenzia per la Prevenzione e la Protezione Ambientale (Arpa) del Veneto e la Società Meteorologica Alpino-Adriatica, è riuscita, per la prima volta, a quantificare il volume di ghiaccio che è andato perduto negli ultimi 40 anni. Non solo la Marmolada, dunque, il ghiacciaio simbolo delle Dolomiti, ma anche tutti gli altri rimasti sono destinati a frammentarsi e poi sparire.
    Per colmare le lacune presenti nei dati disponibili finora su questi ghiacciai, i ricercatori hanno utilizzato due diversi metodi: per il periodo che va dagli anni '80 al 2010 sono riusciti a estrapolare informazioni dalle immagini aeree storiche, mentre per il periodo successivo fino al 2023 è stato possibile sfruttare anche le immagini ottenute con i droni o dagli elicotteri, che hanno permesso un'elevata risoluzione e accuratezza.
    Al 2023, ultimo anno preso in esame dallo studio, si contavano nove ghiacciai, anche se la frammentazione della Marmolada in quattro corpi distinti porta il numero totale a 12.
    "L'area totale di questi ultimi 12 ghiacciai - afferma Securo - è passata da poco più di 4 chilometri quadrati negli anni '80 a poco meno di 2 chilometri quadrati oggi con una perdita del 56%, di cui il 33% a partire dal 2010. Il ghiacciaio che ha subito la riduzione maggiore è quello della Fradusta - aggiunge - che ha visto una diminuzione di spessore medio di 50 metri ed una riduzione areale del 90%.
   

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