La Commissione europea vuole rendere più "attraenti e familiari" le denominazioni dei vini a bassa gradazione o analcolici, proponendo termini come "alcol free", "0,0%" o "alcol light". L'obiettivo è promuovere un segmento in forte crescita e considerato promettente soprattutto nei mercati del Nord Africa e dei Paesi arabi. La proposta rientra nel nuovo pacchetto di misure adottato dall'esecutivo Ue per sostenere il settore vitivinicolo.
Svelate anche le principali misure che la Commissione europea propone di mettere in campo per alleviare la crisi del settore vitivinicolo in Europa, stretto tra la riduzione dei consumi e della domanda, la minaccia del cambiamento climatico che rende 'fluttuanti' le produzioni annuali, e i dazi di Donald Trump. Prevede più flessibilità ai governi sulle autorizzazioni degli impianti di vite, misure di controllo della produzione, più coperture finanziarie dall'Ue contro i rischi climatici e promozione dell'enoturismo. Il pacchetto presentato da Bruxelles dà seguito alle raccomandazioni del gruppo di alto livello Ue sul vino lanciato lo scorso anno.
Bruxelles definisce “frammentata” la crisi del settore e cerca di dare una risposta con approccio su più fronti, proponendo un intervento di flessibilità sulle autorizzazioni, misure di controllo della produzione e leva sulla promozione, in particolare in Paesi terzi, per combattere il calo della domanda.
L'esecutivo Ue interviene innanzitutto adattando l’attuale regime di autorizzazioni per gli impianti viticoli per dare la possibilità agli Stati membri di limitare, perfino di bloccare, l’autorizzazione di nuovi impianti sia a livello nazionale sia regione per regione. Sui nuovi impianti la Commissione Ue mantiene l’attuale durata di tre anni e, in caso di mancato utilizzo, conserva il regime di sanzioni; quanto ai reimpianti, la proposta estende la durata delle autorizzazioni a otto anni e sospende anche le penali per chi non le utilizza. I governi avranno modo inoltre di stabilire delle condizioni sul rilascio delle autorizzazioni, sia nuove sia rimpianti, per mirare meglio lo sviluppo in certe aree o di limitare il depauperamento di altre.
Tra le misure per il controllo della produzione, Bruxelles propone un iter accelerato per l’applicazione della cosiddetta 'vendemmia verde' - ovvero la distruzione totale o l’eliminazione dei grappoli - in determinate aree specifiche che soffrono di eccesso di produzione. Inoltre, i Ventisette potranno anche stabilire delle condizioni per i programmi di riconversione e ristrutturazione dei vigneti.
Preso atto del fatto che il comparto è sempre più minacciato dalle conseguenze dei cambiamenti climatici, Bruxelles propone di portare al 80% dei costi ammissibili il contributo finanziario dell'Unione per gli investimenti che puntano a prevenire gli effetti del cambiamento climatico o mitigarne gli effetti.
Contro la riduzione dei consumi a lungo termine l’Esecutivo europeo propone infine di allungare da tre a cinque anni le misure di promozione in Paesi terzi e di estendere anche ai consorzi di tutela le pratiche di enoturismo, di cui oggi sono beneficiari solo le interprofessioni. La proposta arriverà ora sul tavolo di Parlamento Ue e dei governi nazionali per l'adozione.
Infine, per quanto riguarda i vini analcolici, la riforma della Pac del 2021 ha introdotto sul mercato europeo le categorie di vini ‘dealcolati o parzialmente dealcolati’, definizioni che secondo Bruxelles vanno sostituite con nomi che sono più attraenti e anche più familiari ai consumatori: la proposta prevede dunque di usare la definizione di vini 'alcol free' quando il volume di alcol è inferiore allo 0,5%, con la possibilità di aggiungere la dicitura 'alcol free 0,0%' quando il contenuto di alcol è inferiore allo 0,05% per incontrare i gusti di mercati specifici come il Nord Africa e i Paesi arabi dove lo 0,0% è particolarmente apprezzato. Per i vini oltre lo 0,5% di alcol ma al di sotto del 30% del livello minimo della categoria di vini, la definizione proposta da Bruxelles è 'alcol light' (a bassa gradazione). Il piano dell'esecutivo dell'Ue prevede anche la modifica delle attuali norme per facilitare la produzione di vini spumanti a bassa gradazione alcolica, consentendo tra le altre cose anche i vini aromatizzati.
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