BOLOGNA, 26 MAR - "Con profondo rammarico la mamma della piccola Aurora apprende la conclusione delle indagini preliminari da parte della Procura della Repubblica dei minori di Bologna. Una conclusione che, pur riconoscendo la gravità del crimine, omette diversi elementi che, se considerati, permetterebbero di individuare il vero movente e la dinamica dell'accaduto". Così una nota diffusa dall'avvocata Anna Ferraris, che assiste la madre di Aurora Tila, 13enne morta il 25 ottobre a Piacenza, precipitando dal terrazzo sopra casa. Per l'omicidio è accusato ed è in carcere un 15enne, con cui la ragazzina aveva avuto una relazione e che tre testimoni hanno visto mentre spingeva la vittima.
"Ad esempio - prosegue la dichiarazione - non è stato tenuto conto che Aurora è stata vittima di un tentativo di violenza sessuale, come testimoniato, tra l'altro, dagli indumenti inspiegabilmente trovati slacciati. E ancora, non è stato dato rilievo alla comprovata condotta ossessiva dell'imputato che non accettava la fine della relazione", cioè non è stato contestato lo stalking.
"Questa superficialità nel corso delle indagini ha permesso la mancata contestazione di fatti rilevanti nel capo di imputazione, comportando un rilevante vantaggio per l'imputato che, anche grazie ad una pericolosa richiesta di rito abbreviato, potrebbe concretamente godere di una pena esageratamente mite e ingiusta", continua la madre della vittima. Per il 15enne era stato fissato il giudizio immediato il 9 luglio, ma ha chiesto il rito abbreviato e l'udienza deve ancora essere fissata.
"Si auspica che la Procura si impegni al fine di evitare che tali omissioni si trasformino in un'ulteriore ingiustizia. Del resto, pur nel rispetto dei diritti costituzionali, Aurora merita giustizia", conclude la nota.
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