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Liste d'attesa, Schillaci alle Regioni: 'Situazioni indegne'

Liste d'attesa, Schillaci alle Regioni: 'Situazioni indegne'

Lettera a Fedriga, 'inadempienti 27% aziende. Intollerabile'

MILANO, 26 marzo 2025, 19:42

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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Le irregolarità sulle liste di attesa "non sono più tollerabili". Il ministro della Salute Orazio Schillaci scrive nuovamente al presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga: i dati dei Nas, afferma, "rivelano una situazione che non possiamo più tollerare: il 27% delle strutture sanitarie presenta ancora irregolarità gravi. Persistono agende chiuse arbitrariamente, liste gonfiate, sistemi di prenotazione frammentati e pratiche opache che ostacolano l'accesso alle cure", "troppe situazioni indegne". Schillaci chiede pertanto di "sollecitare tutte le Regioni ad adempiere con effetto immediato agli obblighi previsti".
    "A distanza di mesi dalla mia precedente comunicazione, torno a scriverti - si legge nella lettera del ministro, che l'ANSA ha potuto visionare, al presidente Fedriga - con rinnovata urgenza sul tema dell'attuazione del Decreto Liste d'attesa, questione che rappresenta oggi la battaglia più importante per garantire il diritto alla salute dei nostri cittadini". I recenti dati emersi dalle ispezioni condotte dai Carabinieri Nas tra ottobre e dicembre 2024 "rivelano una situazione che non possiamo più tollerare". Ed ancora: "È giunto il momento di accelerare: non è più sostenibile che in alcune Regioni le liste siano ancora immotivatamente e illegalmente chiuse, costringendo i cittadini a rivolgersi ai media per veder garantito un proprio diritto costituzionale. Ho fatto il medico per oltre 30 anni nel sistema sanitario pubblico, conosco bene le difficoltà quotidiane e comprendo i disagi derivanti da carenze strutturali. Tuttavia, questi fattori non possono in alcun modo giustificare comportamenti che compromettono il diritto alla salute dei cittadini: medici che si rifiutano di rendere disponibili le proprie agende di lavoro al sistema di prenotazione unificato; professionisti che limitano la propria attività nel servizio pubblico privilegiando quella privata in intramoenia, creando così un sistema a due velocità; dirigenti che non esercitano i dovuti controlli su situazioni che le ispezioni dei Nas hanno dimostrato essere diffuse e sistematiche". Le irregolarità documentate - "dalle liste di attesa artificialmente gonfiate alle agende chiuse arbitrariamente fino alle prenotazioni gestite con elenchi cartacei invece di piattaforme digitali centralizzate - sono pratiche inaccettabili che minano alla base la credibilità e l'efficacia del nostro Servizio Sanitario Nazionale". Schillaci sottolinea quindi come il caso del Lazio dimostri che "l'applicazione rigorosa delle norme porta risultati tangibili: i tempi medi di attesa sono passati da 42 giorni nel 2023 a soli 9 nei primi mesi del 2025.
    Questo testimonia che è possibile garantire tempi certi per le prestazioni sanitarie semplicemente applicando correttamente la normativa esistente". La piattaforma di monitoraggio nazionale, sottolinea inoltre Schillaci, "sta mostrando molti casi virtuosi ma allo stesso tempo troppe situazioni indegne".
   
   

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