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Chiama 'oca' assessora in consiglio comunale, poi si scusa

Chiama 'oca' assessora in consiglio comunale, poi si scusa

"Stimo e rispetto le donne". L'episodio a Pozzuoli

NAPOLI, 26 febbraio 2025, 17:48

Redazione ANSA

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Il capogruppo di Europa Verde nel consiglio comunale di Pozzuoli, Gennaro Andreozzi, è stato 'sfiduciato' dagli altri due consiglieri del suo partito dopo che nel corso del consiglio di ieri ha definito 'oca' una assessora. Ne è nata una polemica, con diverse prese di posizione, tutte critiche e di condanna, alle quali sono seguite oggi le scuse dello stesso Andreozzi: "per me sono ore complicate. Stimo e rispetto le donne. Chiedo scusa".
    A denunciare l'episodio, tra gli altri, Carla Caiazzo, presidente della Commissione Pari Opportunità di Pozzuoli. "In qualità di Presidente della Commissione Pari Opportunità, insieme alle altre commissarie - afferma - voglio manifestare il nostro sconcerto per quanto è accaduto ieri in consiglio comunale a Pozzuoli. L'atteggiamento e le parole pronunciate dal consigliere Gennaro Andreozzi nei confronti dell'assessora Titti Zazzaro sono inaccettabili, figlie di una cultura retrograda e maschilista. Massima solidarietà e vicinanza all'assessora Zazzaro che è prima di tutto una donna, una madre e una professionista. Lei, come tante altre donne che subiscono prevaricazioni da parte degli uomini, non si è potuta difendere davanti a quella che è stata a tutti gli effetti un'aggressione verbale. Un gesto che non ha alcuna sfumatura politica, ma che rappresenta un attacco diretto a una donna, un abuso squallido e spropositato. Definire una donna 'oca' e fare espliciti riferimenti al suo passato lavorativo e professionale rivendicando l'adozione di logiche patriarcali ci ha riportati indietro di decenni. Questi atteggiamenti di prevaricazione sono inammissibili".
    Numerose le prese di posizione analoghe, alle quali ha risposto oggi Andreozzi con un post di scuse: "Per me - scrive su Facebook - sono ore complicate e per questo probabilmente mi sono lasciato andare ad esternazioni che non mi appartengono, per cui chiedo scusa a tutte e a tutti coloro che si sono sentite e sentiti offesi per quanto da me detto ieri nel corso del mio intervento in consiglio comunale.
    Rinnovo le mie scuse e spero che la mia storia, da convinto difensore delle donne, testimoniata dall'azione quotidiana sia pubblica che privata, parli per me. Con i fatti dimostrerò, come ho sempre fatto, che la mia azione è, e sarà sempre a difesa delle donne, che stimo e rispetto".
   

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