Export tra luci ed ombre
a Lucca, Pisa e Massa-Carrara secondo la Cciaa Toscana Nord
Ovest in base ad analisi elaborate sui dati Istat sul commercio
internazionale elaborati dallo stesso ente camerale e
dall'Istituto Studi e Ricerche (Isr). Cresce Lucca (+7,5%)
grazie alla spinta di nautica, meccanica e oli. Arretrano
Massa-Carrara (-20,6%) per il ciclo di fatturazione della
meccanica, e Pisa (-8,5%) con difficoltà diffuse ai principali
settori di specializzazione. In sostanza, il 2024 ha visto
rallentare l'export delle province di Massa-Carrara e Pisa e
crescere quello di Lucca. Nello stesso periodo, l'export della
Toscana è aumentato del 13,6% (grazie soprattutto a farmaceutica
e gioielleria) apportando il contributo maggiore all'export
nazionale (-0,4%). L'arretramento dell'export a Pisa e
Massa-Carrara ha colpito molti comparti tradizionali, alcuni
afflitti da una crisi di portata nazionale. In altri casi si è
trattato di un ridimensionamento in settori che avevano goduto
di un periodo precedente di forte espansione. A Lucca la
crescita ha beneficiato del forte incremento delle vendite di
nautica, meccanica e oli.
"I dati dell'export 2024, soprattutto quelli di alcuni
settori, comportano una qualche delusione - afferma Valter
Tamburini, presidente della Cciaa Toscana Nord-Ovest - ma è il
contesto attuale, con le forti tensioni commerciali a
rappresentare la principale fonte di incertezza e di
preoccupazione. Si rafforza la necessità di un impegno mirato
nel sostenere le imprese locali nella ricerca e nella
penetrazione di nuovi mercati. Nel 2025 proseguirà l'offerta di
percorsi di accompagnamento all'export e contributi per
partecipare a fiere internazionali".
Nel corso del 2024, le esportazioni dalla provincia di
Lucca, con 5,5 miliardi di euro di controvalore, hanno segnato
una crescita del 7,5% rispetto all'anno precedente superando il
record storico del 2022. La cantieristica nautica ha spinto
l'export lucchese, segnando un aumento del 23,2% per quasi 1,3
miliardi di euro. Buoni i risultati anche per l'industria
meccanica (+8,4%), per i metalli di base non ferrosi risultati
in netta ripresa (+11,2%), per la farmaceutica (+6,1%), per le
calzature, che chiudono il 2024 con un incoraggiante +1,2% dopo
la severa flessione del 2023, e infine ottimi per gli oli
(+31,6%) con vendite salite a 364 milioni di euro. Carta e
cartotecnica in diminuzione del 7,2% con vendite all'estero
scese a 1,2 miliardi di euro e arretra anche l'export dei
lapidei lavorati (-2,8%). Saldi legami coi tradizionali mercati
di riferimento, Francia in testa, poi Stati Uniti, Germania,
Regno Unito e Spagna. Le Isole Cayman col +60,4% per vendita di
natanti hanno superato gli Usa diventando il secondo mercato di
sbocco.
L'export della provincia di Massa-Carrara si è molto
ridimensionato (-20,6%) fermandosi poco oltre i 2,1 miliardi di
euro. La meccanica (40% dell'export provinciale) è andata in
contrazione in diversi sotto-settori, tra cui le macchine di
impiego generale (-55,7%) soprattutto verso Cina, Nigeria e
Qatar. Calo forte calo anche per le macchine per l'industria
chimica, petrolchimica e petrolifera (-41,9%). Il lapideo ha
mostrato un buon andamento (29,4% dell'export apuano; vendite di
pietre lavorate +12,4%, blocchi grezzi +8%). Forte aumento delle
vendite per i cantieri nautici (oltre 223 milioni di euro) per
consegna di nuovi natanti. Tra i principali mercati di
destinazione apuani, Stati Uniti stabili, Cina in flessione, poi
Germania, Isole Cayman e Francia.
A Pisa l'export ha registrato una flessione dell'8,5% pur
restando su valori storicamente elevati, a 3,4 miliardi di euro.
A parte il marginale aumento del conciario, tutti i principali
settori dell'economia pisana hanno subìto una contrazione.
Calzature -19,7%, abbigliamento -37,6%, conciario stabile
(+0,4%), vendite di cicli e motocicli (ha sede la Piaggio nella
provincia) -16,2%. Giù anche meccanica, farmaceutica, chimica e
arredamento. Le bevande, che per Pisa significano
prevalentemente vino, fanno +8,8%. La Germania è il mercato
principale con quasi mezzo miliardo di euro ma ha ridotto gli
acquisti di 70 milioni (-13,3%). La Francia, secondo mercato, è
stabile, la Spagna ha registrato una crescita.
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