"Le nostre competenze sono
trasversali e perfettamente integrate con gli obiettivi europei
di una gestione efficiente, innovativa e sicura delle risorse
idriche" e la categoria "si candida a essere parte attiva e
riconosciuta nella costruzione della nuova governance europea
dell'acqua, confermando il ruolo strategico della professione
per la sicurezza, la sostenibilità e la competitività del
sistema Italia e dell'Europa". A dirlo il presidente del
Consiglio nazionale dei periti industriali Giovanni Esposito,
dopo la presentazione della proposta di realizzare un
Osservatorio europeo della conoscenza e dell'innovazione in
ingegneria dell'acqua. Ciò è avvenuto, recita una nota,
"partecipando alla consultazione lanciata dalla Commissione
europea per la definizione della strategia europea sulla
resilienza e sicurezza idrica, offrendo un contributo
tecnico-scientifico che valorizza il ruolo strategico delle
professioni tecniche nella sfida per la gestione sostenibile
della risorsa più preziosa del pianeta: l'acqua".
Il Consiglio nazionale dei periti industriali, nella sua memoria
inviata a Bruxelles, ha sottolineato "la necessità di un
approccio sistemico, partecipato e multidisciplinare, nel quale
le professioni tecniche regolamentate siano pienamente
riconosciute e coinvolte nella governance e nell'attuazione
della futura strategia. Al centro della proposta vi è la
richiesta di rafforzare gli investimenti in formazione tecnica e
scientifica, con particolare attenzione all'attrazione dei
giovani - e delle donne in particolare - verso le discipline
Stem (l'acronimo che racchiude le discipline scientifiche,
tecnologiche, ingegneristiche e matematiche, ndr) applicate alla
gestione delle risorse idriche".
Per Esposito, infine, "la filiera tecnica che rappresentiamo è
pronta a dare il proprio contributo per rafforzare la resilienza
idrica e garantire la sicurezza alimentare e ambientale
dell'Europa", si legge.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA